Iperattività nel bambino

Non so più come gestire la perenne agitazione di mio figlio!

iperattività-Therapy-300Spesso vedo nel mio Studio bambini della fascia d'età 6-10 anni. Genitori e/o insegnanti mi chiedono aiuto per capire e risolvere situazioni di difficile gestione del comportamento dei propri figli e/o alunni.
Sto parlando di tutte quelle situazioni in cui vi è il sospetto della presenza di iperattività.
Negli ultimi anni, le richieste di aiuto a riguardo sono aumentate e ritengo sia sempre importante comprendere la differenza tra un quadro clinico di questo tipo e una difficoltà di comportamento di minore entità, lieve e circoscritta, seppur presente.
Pertanto, come primo passo è utile capire di cosa stiamo parlando.
Questo disturbo nei bambini si presenta come deficit di attenzione ed iperattività/impulsivita'.
La disattenzione è presente quando un bambino spesso non riesce a prestare attenzione e commette errori nei compiti o nelle varie attività, spesso non sembra ascoltare, spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti, presenta difficoltà nell'organizzarsi, evita di impegnarsi, spesso perde il materiale necessario per le attività, spesso è facilmente distratto da altri stimoli o sbadato.
image-48L'iperattività è presente se spesso si muove con irrequietezza, ha difficoltà a stare fermo e seduto quando ci si aspetta questo atteggiamento, salta e si muove eccessivamente in situazione inidonee, non riesce a giocare in modo tranquillo, è spesso sotto pressione, parla senza rispettare i turni, ha difficoltà ad attendere il proprio turno, spesso interrompe gli altri o è invadente.
Questi sintomi che ho descritto devono essere invalidanti per il bambino che li vive e, di riflesso, risultare di difficile, se non impossibile, gestione da parte degli adulti che si occupano del bambino nei vari contesti.
Quando un genitore o un insegnante mi chiede supporto in tal senso, ciò che posso fare è fornire un sostegno in due direzioni.
Da una parte, mi vengono richieste delle strategie di intervento pratiche: i consigli forniti aiutano a contenere il comportamento disadattivo del bambino, a gestire le relazioni difficili, le emozioni esplosive e a capire come meglio impostare attività e compiti della quotidianità.
Dall'altra, è di fondamentale importanza curare il problema. Il che prevede l'iniziare un percorso di psicoterapia che coinvolga non solo il bambino ma anche le figure di accudimento.
image-19Se con il bambino, la terapia è di aiuto per capire e risolvere la causa che ha innescato il sintomo, con gli adulti il senso della terapia è fare un parallelo lavoro di comprensione associato alla valutazione delle modalità di relazione con il proprio bambino, delle strategie adottate per contenere le difficoltà e alla costruzione di un percorso funzionale di relazione e di crescita per e con il bambino.
Nel percorso di terapia, spesso le richieste dei genitori vanno anche nella direzione di un coinvolgimento delle figure educative, insegnanti di scuola ad esempio.
Nel mio modo di affrontare tali difficoltà è previsto il lavoro di squadra, ovvero la condivisione e la costruzione di un percorso comune con le figure che ruotano intorno al bambino e che si prendono cura della sua crescita e del suo benessere.